Quando si fa magia, quando si fanno i rituali, durante la meditazione  o anche semplicemente quando si la divinazione è buona cosa creare uno spazio protettivo.

Questa area è rappresentata dal cerchio e ha come funzione primaria quella di proteggere e salvaguardare chi è al suo interno.

Non è però un cerchio vero e proprio, è piuttosto una sfera, come un bozzolo insomma.

La sua forma tonda è un abbraccio caldo e sicuro nel quale si può stare seren* e rilassat* durante tutto il tempo sacro che serve per portare a termine il compito da svolgere.

È come se fosse un tempio personale e sempre a portata di mano ( e cuore) nel quale incontrare il divino in maniera protetta e indisturbata.

Che cosa è esattamente?

È energia, la tua se sei solo oppure quella di tutti coloro che sono con te in questa avventura, che segna il confine tra il mondo magico e quello terreno, il confine con il quotidiano.

Niente più di questo, ma è un’energia talmente potente da poter essere quasi tangibile.

Al suo interno cambia la temperatura.

Molte volte mi è capitato, in pieno inverno, di celebrare insieme ad altre persone e all’interno del cerchio faceva veramente caldo.

Tutto sale ad un altro livello e tutto e più intenso e potente fino a quando non si apre il cerchio e allora si averte chiaramente la differenza.

A cosa serve:

Come ho scritto, il suo principale scopo è quello protettivo dalle forze del male che possono entrare in contatto con noi durante i rituali o la divinazione.

È sì  uno scudo protettivo ma è anche un portale per  il regno delle divinità, può essere anche usato per incanalare l’energia a seconda dell’intento del rituale o dell’incantesimo che si sta facendo.

Quindi non è solo e semplicemente la coperta di Linus che ci fa stare tranquill* e beat*

Come farlo:

Ci sono diversi modi per crearne uno.

Il più semplice e a portata di tuti e che si può fare qualsiasi momento è quello di immaginarlo intorno a te.

Usa la visualizzazione e volendosi  può fare un giro su se stessi, puntando l’indice della mano mentre si piroetta, visualizzando una linea di luce che si sprigiona dalla punta del dito e disegna il cerchio.

Il dito va a sostituire l’Athame che è il coltello cerimoniale con il quale si crea e si apre il cerchio classico, ma non è si va in giro con una lama normalmente.

Un altro modo è quello di delineare lo spazio con una corda oppure il sale, meglio quello grosso, ma anche con dei sassi ( questo è il mio preferito), si crea il cerchio badando bene di stare all’interno e di rimanerci quindi è importate che al suo interno ci siano tutti gli oggetti da utilizzare per lo scopo che si ha in mente.

Una volta chiuso è importante ricordare che per entrare o uscire si deve immaginare di aprire una porta, chi entra o esce, sempre con l’indice, crea uno spazio nel quale passare che va aperto e chiuso sempre per non permettere altri passaggi. 

Quando e dove farlo:

Si può fare sia all’aperto che al chiuso, senza distinzione.

La cosa fondamentale è scegliere un luogo nel quale non si venga disturbati.

È buona cosa purificare sempre prima l’area scelta nella quale operare con della salvia, incenso naturale, palo santo o acqua lunare o quella  di San Giovanni.

Ricorda sempre che un ‘area viva e pulsante, rispettala e non operare mai contro quelli che sono i principi morali.

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