Quando faccio un consulto con le clienti che conoscono un po’ i Tarocchi o con quelle che ormai, venendo con assiduità, hanno imparato a conoscere sommariamente il significato delle carte, ogni volta che esce la Torre automaticamente si sente uno sbuffo di insofferenza e un sussulto di fastidio.

Lo capisco, la Torre è veramente una carta difficile da gestire, quando esce in alcune posizioni, perché ricorda che le cose potrebbero andare diversamente da quello che si vuole.

In effetti il suo valore primario indica un laceramento, una rottura, la disarmonia, insomma non promette niente di buono!

Però oggi vorrei parlare di quanto sia importante, invece, la Torre nella vita.

I Tarocchi rappresentanti il percorso, il viaggio, che ognuno di noi dovrebbe compiere per formarsi; c’è un punto di partenza: il caos del Matto ( il caos è alla base della creazione) e uno di arrivo: la completezza del Mondo.

Tra questi due punti, in principio e la fine, c’è tutto il mistero della vita stessa, c’è la crescita che non avviene solo in linea retta, con una spinta dal basso verso l’alto, ma anche e soprattutto per mezzo degli avvenimenti importanti che formano il carattere e la persona.

Ecco, la Torre è uno di questi momenti e arriva esattamente quando non si è in grado di agire per conto nostro, è l’Universo che agisce dall’esterno, solo che agisce non secondo nostra volontà ma, spesso, con la sua mano leggera che corrisponde ad uno schiaffo bello pesante!

Perché è così importante?

Da piccina avevo dei desideri, dei sogni, immaginavo la mia vita in un certo modo, poi la vita, la realtà, ma soprattutto delle caratteristiche della mia natura in quel momento mi hanno portato in tutt’altra direzione.

Per molto tempo mi sono chiesta quando esattamente avevo perso il filo del mio discorso, cercando do capire ma in realtà capivo ben poco; ero incentrata a piangere sul latte versato e continuavo a versarne altro.

Stupida no?

L’attività principale era procrastinare all’infinito sperando che qualcosa o qualcuno ( mai io eh) addrizzasse le storture di una vita che mi faceva sopravvivere e non vivere.

Potevo essere felice ma non lo ero.

Finché non si sono incatenati degli eventi, tipo è finito il latte da versare, che mi hanno sbalzato fuori dalla mia comfort zone ( che quella era, pure se mi lamentavo) e costretto a prendermi cura di me e della mi esistenza.

Insomma di fronte ad un terremoto mi sono dovuta ricostruire.

E per fortuna!

Immagina che ti si distrugga casa che si, ti piace, ma non è la tua casa ideale e , dopo una bella scossa la puoi ricostruire esattamente come ti piace, ma non credi di avere la possibilità.

 Qui subentra la Torre, che è l’evento scatenante del disagio ma anche l’opportunità di vedere tutte le tue capacità.

Scoperchia il vaso e ti mostra il tesoro interiore che ti permetterà di ricostruire.

Tutto questo non può avvenire se non con qualcosa di forte e tumultuoso, bisogna superare una prova importante per vedere ciò che si è e per ricordare che è meglio vivere che sopravvivere.

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