Negli arcani maggiori due sono le carte che meglio indicano il cambiamento.

La Morte o arcano senza nome e la Torre.

Ovviamente hanno significati diversi, nella Morte il cambiamento spesso nasce da una esigenza interna, nella Torre è qualcosa di esterno e non calcolato.

Ti lascio qui un approfondimento sulla Torre.

Sta di fatto che entrambe sottolineano la necessità di affrontare un mutamento, una rottura energetica forte per poter ricominciare, per poter andare avanti.

Avere una radice

Studiando i Tarocchi ho imparato a integrare queste due carte, a far sì che il loro arrivo non corrisponda a una catastrofe emotiva.

So quando è il caso di tremare e quando è il caso di gioire.

La lezione più significativa che ho compreso grazie a loro è che la cosa più importante è avere una radice profonda e salda.

Solo in questo caso tutto quello che succede ha un effetto meno devastante.

Ma allora?

Però mi sono chiesta: perché ci spaventa così tanto il cambiamento? Perché tutta questa resistenza quando tutto, ma proprio tutto è mutevole?

Cioè la terra stessa è in continuo movimento, cambiano le stagioni, quindi perché tanta staticità?

Me lo chiedo spesso durante i consulti, parlo con molte persone che rimangono in una vita che non amano solo perché non riescono a vedere oltre.

 Perché vedere oltre significa guardare un vuoto che si teme di non poter colmare o di saper affrontare.

Perciò si sceglie il male minore, qualcosa che il nostro cervello e il nostro cuore siano in grado di  gestire con il minor danno possibile, credo sia del tutto legittima questa scelta finché non diventa un cappio che stringe sempre di più.

È come stare chiusi in una gabbia che ha la porta aperta ma non ne esci perché ormai hai arredato le sbarre.

La mia esperienza

Io ho arredato le sbarre tante volte, costruito gabbie più grandi, messo su castelli enormi per poi sentirmi prigioniera nella mia stessa pelle.

Per un po’ sto così, mi contorco nelle emozioni contrastanti che provo, paura, risentimento, sicurezza, calma, finché di ( apparente) punto in bianco faccio il passo avanti.

Esco dalla porta o dalla finestra, alla fine ogni uscita via bene, e affronto l’ignoto.

Quello che ho visto è che piano piano si crea un pavimento sotto di me che mi permette di andare avanti e camminare e uscire dalla paura.

Ovviamente questo non vale per tutti, perché ogni persona ha le proprie motivazioni per resistere al cambiamento.

Farsi una domanda.

La prima domanda che ci si dovrebbe porre è: ma io voglio veramente mutare le condizioni nelle quali vivo?

É questo il mio desiderio più profondo?

Interrogarsi è un buon modo per comprendere anche cose che non vogliamo vedere.

Come il fatto stesso che si sta bene nel “non stare bene“, ma anche che la forza necessaria è la stessa impiegata a resistere nelle condizioni avverse e che può essere usata per fare altro.

La paura è un’alleata quando evita di farci del male ma è di grande intralcio quando blocca una evoluzione positiva.

Per questi due lati infatti, nel mazzo di Tarocchi, ci sono due arcani maggiori fondamentali.

Se non hai paura puoi integrare la Morte che è una spinta a muoverti per il tuo bene.

Se hai paura arriva la Torre a fare il lavoro per te.

In entrambi i casi il tuo destino comunque si compie e come reagirai e quello che ne farai saranno solo opera tua.

Elisabetta.

Condividi su